Forse a tutti è capitato qualche volta di giocare al solitario. Tra i giochi di carte probabilmente non è tra i più diffusi, visto che soprattutto nel nostro paese sono in voga la briscola, la scopa ed altri giochi di carte come il poker e il blackjack, nella sua versione italiana. Il solitario però ha un fascino molto particolare, perché spesso è una sfida contro la sola fortuna. Nelle sue varianti infatti il solitario può avere una componente legata alla fortuna molto bassa, ma può essere anche totalmente legato alla dea bendata.
È per questo che certe versioni del solitario sono dei veri e propri giochi di abilità, mentre altre sono giochi totalmente legati alla fortuna. Aspetto molto raro, quest'ultimo, tra i giochi di carte, perché di solito tra i giochi di casinò sono quelli che consentono maggiormente ai giocatori di mettere in campo le proprie abilità, al contrario ad esempio di giochi in cui ci si affida completamente alla fortuna, come le slot machines. Ecco perché certe versioni del solitario ricordano la lettura delle carte, che escono in maniera casuale e segnano il destino della partita.
In effetti il solitario è, nella maggior parte dei casi, un gioco di fortuna. Un aspetto, questo, che tradisce le sue origini antichissime, legati alle arti divinatorie. Come per tutti i giochi di carte, le origini sono sconosciute o incerte, sembra tuttavia che il solitario sia stato inventato nell'antico Egitto, dove ebbe origine l'arte della lettura delle carte come modo di predire il futuro della nazione, minacciata dall'espansionismo romano. Si diffuse poi in Europa con i popoli nomadi e gli zingari.
Furono quindi inventate versioni europeizzate del solitario, volte a predire il futuro anche di eventi personali, come le questioni di cuore e lavorative. Non è un caso quindi che le regole di alcune versioni del solitario siano state codificate da alcune benestanti signore dell'Ottocento, dedicatesi a questo gioco per prevedere il futuro di certe questioni personali.
Da arte divinatoria, il solitario è divenuto insomma un passatempo di pazienza, non necessariamente solitario. Alcune versioni possono essere infatti giocate da più giocatori, che a turno sfidano la sorte per vincere una partita. Le versioni sono quindi innumerevoli, ricordiamo qui ovviamente solo quelle più famose. Si può partire dal più classico dei solitari giocati in diverse aree della nostra penisola. Si gioca con un mazzo di 40 carte italiane e l'obiettivo è quello di formare file da 10 dello stesso seme, in ordine crescente dall'asso al re, da sinistra a destra. Si mettono le carte in ordine a partire dall'asso, attaccando al carta successiva.
Vista la difficoltà di terminare almeno una fila in meno di due giri di carte, questa versione era spesso utilizzata per indovinare la propria sorte in determinate questioni: buona sorte in amore se la prima fila completata è quella di cuori, tanti soldi in arrivo se si completa per prima la fila di denari, ecc. Molto nota è poi la versione del solitario con le carte francesi, ormai diffusa in tutti i pc del mondo: in questo caso occorre disporre le carte in ordine decrescente con colori alternati, all'interno di un massimo di 7 colonne. L'obiettivo del gioco è quello di terminare il mazzo.
In questa versione la componente stocastica è importante, visto che non tutti i match possono essere conclusi. Tuttavia sta nell'abilità del giocatore di disporre l carte nel miglior modo possibile per fare più punti nel minor tempo. Un versione non troppo diversa da questa è la Belle Lucie, con carte distribuite in 18 colonne, in senso discendente per seme, con la possibilità di fare al massimo due ridistribuzioni di carte.
